Il gioco perverso della Blue Whale sembra prendere sempre di più spazio sui media. Dall’inchiesta delle Iene ad oggi, quello che era un problema relegato al web è diventata una minaccia, più o meno concreta, nel mondo reale, creando ansia e timori in chi ha figli adolescenti.

Discutere il tema “Blue Whale”  con il proprio figlio o figlia è difficile per una coppia affiata ed equilibrata, a maggior ragione diventa un elemento fortemente destabilizzante per quei genitori che stanno affrontando una crisi matrimoniale.

Di seguito alcuni suggerimenti utili per riuscire a intavolare una conversazione costruttiva su un tema critico, che sia quello della Blue Whale o un altro poco importa, durante l’adolescenza i genitori possono trovarsi spesso in situazioni similari. Il fine è, e dovrebbe sempre essere, di trovare un accordo con il partner per offrire così un valido supporto al figlio adolescente in crisi.

Quando  è in gioco la vita dei figli, i problemi di coppia passano in secondo piano

Questo non significa “dimenticarsi dei problemi di coppia” ma significa stilare insieme una lista ben precisa delle priorità da affrontare, smarcandole una volta che si è riusciti ad affrontarle.
La cura dei figli è un argomento che dovrebbe sempre trovare i genitori compatti ad affrontare e a dialogare tra loro per arrivare ad una soluzione condivisa. Le difficoltà di coppia o le incomprensioni tra adulti devono essere subordinate al progetto di essere genitori. L’adolescenza è uno dei passaggi fondamentali per passare all’età adulta e spesso è un momento di dolore interiore in cui i genitori devono diventare recuperare la loro responsabilità relazionale ed educativa nei confronti dei figli, come fattore primario  e non riposizionarsi o ridefinirsi solo come partner .

Blue Whale: una conversazione difficile soprattutto quando la coppia è in crisi

Fa paura pensare che nostro figlio possa provare un vuoto interiore o un dolore cosi forte da allontanarsi, da affidarsi ad un estraneo sul web. Talvolta è un pensiero inaccettabile per un genitore che rischia di sommarsi al suo vuoto relazionale di coppia  e al suo disagio emotivo.

Ma va ricordato che in questo gioco terribile, forse l’adolescente¨si taglia¨ arrivando all’autolesionismo perché non trova il modo o le parole per comunicare il SUO disagio emotivo.

Cio’ che deve cambiare nell’affrontare l’argomento è che i veri responsabili di questo dolore non sono a chilometri di distanza, perché rischiamo di lasciare i figli ancora più soli deresponsabilizzandoci come genitori e come coppia.
Affrontare l’argomento con i figli e comprendere come vivono questo fenomeno è una vera conversazione difficile. Occorre ridurre l’elemento emotivo, l’enfasi con cui parlarne, controllare prima di tutto la nostra identità emotiva, la nostra paura. Fondamentale è tenere sotto controllo quella sorta di interesse morboso: essere genitori spaventati non è di aiuto alla crescita di un figlio. Occorre che impariamo a gestire le nostre emozioni negative e le nostre paure per diventare genitori consapevoli, al di là di ogni egocentrica dimensione personale.

Non solo Blue Whale: le crisi adolescenziali mettono a dura prova la coppia in crisi

Servirebbe un percorso di autoconsapevolezza della propria identità come partner distinta da quella di genitore, per evitare che tra un mese o una settimana un’altra notizia che gira sul web, ci getti nell’ansia e in preda al panico.

Quando i genitori vivono dei conflitti di coppia, quando sono lontani come partner il percorso da affrontare è duplice : sia come partner che come genitore. Ma l’aver scelto di essere genitore implica un legame che dura per sempre,  un patto tra adulti responsabili che andrebbe mantenuto o recuperato e che comporta la capacità di vedere e rispettare nell’altro un genitore che il figlio ama e che quindi va rispettato nella sua dimensione genitoriale prima di tutto.
Affrontare argomenti spinosi con i propri figli anche quando la relazione di coppia è in crisi, dovrebbe comunque trattarsi di uno sforzo comune. La vita e il futuro dei propri figli dovrebbe essere sempre un interesse comune e prioritario rispetto alle nostre esigenze personali.

Andrebbe favorita la conversazione, senza emettere giudizi avventati che chiudono la porta al dialogo, trovare sempre un terreno comune con l’altro genitore, che allontani rivendicazioni, astio o critiche, ma recuperare uno spazio di ¨coppia genitoriale¨.

Va ricordato che ancor più in presenza di un adolescente, la cui maggiore difficoltà è nel cercare di formarsi una propria identità nel turbine delle pressioni emotive e scolastiche, le divergenze e i conflitti di coppia meritano uno stacco consapevole anche se faticoso.

E’ prioritario non aggravare una già fragile e precaria dimensione emotiva in uno stadio così delicato della crescita, per non renderli ancor più insicuri, soli, isolati e persino depressi. Avere cura della nostra dimensione emotiva , delle nostre fragilità come individui,  delle nostre emozioni negative è un percorso inevitabile per essere buoni genitori, sia che si sia affiatati, sia che si sia in crisi, separati, divorziati. Ma anche da genitori single.

Se vuoi approfondire l’argomento e hai bisogno di confrontarti, puoi contattarci direttamente via email

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