Ci sono molti fattori esterni alla coppia che possono creare una crisi di coppia: un licenziamento, una malattia o anche una catastrofe naturale come un terremoto. La coppia può mostrarsi solida e affrontare l’accaduto in modo positivo ed efficace. Succede però che lo stress sia talmente elevato che anche la coppia più in sintonia veda il formarsi di crepe insaldabili.

Il terremoto e l’impatto sulla quotidianità

Gli elementi che caratterizzano una catastrofe naturale e che ne determinano in larga parte il fortissimo impatto psicologico hanno a che fare con l’imprevedibilità e con la gravità dell’evento. Un terremoto non è prevedibile, coglie chiunque di sorpresa e, quel che è peggio, una volta verificatosi può tornare a manifestarsi in qualsiasi momento. Questo elemento fa si che la risposta da parte di chi assiste ed è vittima di un terremoto, sia una risposta di estrema allerta.

Il pensiero è “non è possibile rilassarsi perché una nuova scossa potrebbe arrivare in qualsiasi momento”. E’ comprensibile come questo stato emotivo determini una sorta di “sospensione” nella vita delle persone colpite: non è possibile riprendere la vita di sempre, non è possibile tornare nelle proprie case, non è possibile riprendere a lavorare.

Superare il trauma da terremoto: non sempre è possibile insieme

Spesso questi periodi di cambiamento si risolvono autonomamente e la relazione può uscire fortificata e il legame rinsaldato da una situazione difficile e dall’aver fatto esperienza di potercela fare ‘insieme’. Le difficoltà spingono a crescere, ad evolvere e ad apprendere come affrontare le sfide che si presenteranno in futuro.
Quando però una crisi perdura nel tempo estendendosi anche ad altri ambiti, evidentemente la coppia non ha ancora maturato le risorse per farvi fronte e ha bisogno di un aiuto.

Quando tutto crolla, anche la coppia più salda può cedere

Dopo un evento catastrofico come il terremoto, la precarietà della vita viene toccata con mano e questo può mettere anche in discussione l’idea romantica di “coppia per sempre” e di “nucleo famigliare”. Come reagire se il partner confida: Che senso ha ricominciare quando tutto può crollare in un attimo?. Come riuscire a confidare al partner che si hanno dubbi sulla vita insieme, sul creare una famiglia e impegnarsi – anche economicamente- in un rapporto di coppia quando esiste la possibilità che in un attimo tutto svanisca?

La crisi di coppia si è manifestata: aiuto reciproco e/o aiuto esterno?

È chiaro che un evento avverso può avere effetti molto diversi sugli individui in relazione al rapporto di coppia in cui sono impegnati in quel momento. La capacità di accudimento e conforto reciproco, il dialogo e la complicità col partner possono essere un importante fattore di protezione rispetto al presentarsi di eventi potenzialmente traumatici.

Di fronte a ciò, la forza di una coppia si palesa anche nella capacità di chiedere aiuto e sostegno agli amici, a familiari o ad un professionista da richiedersi ai primi sintomi di fragilità (seri e ripetuti litigi per questioni di poco conto, scemare della complicità e della intimità, assenza di dialogo) e concordando con le persone coinvolte, le opzioni da mettere in campo, le strategie e le tecniche di sostegno come il defusing e il debriefing.

Primo step: Il defusing

In condizioni di emergenza come quelle causate dal terremoto, le fasi di risposta che si susseguono possono essere diverse e caratterizzate da diversi step. L’intervento nella fase iniziale dell’evento traumatico prende il nome di “Defusing”.

Il defusing è una tecnica di gestione dello stress da evento critico e viene usata a “caldo”, spesso anche sul campo, e prevede alcune fasi specifiche per aiutare gli individui a gestire l’emotività, e non solo, legate alla situazione.
Lo scopo di questa fase è quello di rassicurare le persone sulle angosce e sulle reazioni, anche quelle più intense, che sono inquadrate come normali e reattive alla situazione stressante.

Secondo step: il soccorso emotivo -la tecnica del debriefing

Dopo il defusing si attua il debriefing, una tecnica di soccorso emotivo a “freddo” da attuarsi ad una settimana circa dall’evento catastrofico. Il debriefing consiste in uno o più incontri della durata di circa due o tre ore, può coinvolgere un numero ampio di persone, ed è più strutturata e articolata che il defusing.

L’obiettivo del debriefing è quello di offrire alle persone una spazio per esternare e confrontare con altri i pensieri, i ricordi e le emozioni più disturbanti, in modo tale da comprenderli e normalizzarli, ridurne l’impatto emotivo e contenerne le reazioni, combattere le convinzioni erronee e favorire il recupero della funzionalità delle persone, della coppia e del gruppo.

Reagire al trauma: l’approccio deve essere personalizzato

Ovviamente non tutte le persone esposte allo stesso evento traumatico reagiscono nella medesima maniera e anche questo può causare squilibri all’interno della coppia. Questo può comportare la difficoltà per uno dei due o per entrambi di riconoscere nell’altro la persona a cui ci si era legati.

Può dipendere da tanti fattori variabili: familiarità, personalità, traumi pregressi, precedenti problemi comportamentali o psicologici, eventi di vita dopo Il peso di questi agenti è probabilmente diverso, e ciascuno potrebbe espletare la sua azione in maniera non assoluta ma rendendo l’individuo vulnerabile.
Si tratta di momenti estremamente delicati nella vita dell’individuo e della coppia, da non sottovalutare e da affrontare con la dovuta professionalità nel più breve tempo possibile.

Ti è mai capitato di affrontare eventi traumatici come il terremoto? Se si, come hai reagito? Se vuoi condividere con noi la tua storia ho necessiti di un supporto, contattaci!

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