Le ragioni che possono fare insorgere una crisi di coppia sono molteplici, ma forse la più delicata e complessa da affrontare è quella originata da un problema dei figli che invece che rinsaldare l’unione di coppia, può farla disgregare fino a distruggerla. Un caso reale può illustrare meglio come coaching, mediazione e negoziazione possono aiutare ad affrontare al meglio anche questo tipo di problemi.

Quando affrontare un problema dei figli da soli è impossibile

Questo è il caso di Antonella, Paolo e della loro figlia Greta, ora adolescente con manifesta conflittualità con il cibo e ribellione nei confronti della madre.

“Anche io sono stata una adolescente, anche io mi sono sentita grassa e goffa..ma non sono mai arrivata a rifiutare il cibo come fa Greta. Temo che sia anoressica. Vorrei portarla da un medico specialista ma mio marito non vuole, dice che sono tutte sciocchezze e che le passerà. Ma io sono preoccupata.”

Antonella è casalinga, il marito libero professionista e non hanno mai avuto problemi di tipo economico. Parlando con lei si rendono evidenti le difficoltà di comunicazione con il marito, generate da una carenza di autostima nella donna che si occupa quasi in esclusiva della figlia.

“Paolo non ci ha mai fatto mancare nulla: abbiamo un bell’appartamento, le vacanze sia in estate che in inverno. Io mi occupo della casa e di Greta, e fino a poco tempo il non avere un reddito personale non mi pesava. Ora vorrei essere più indipendente da mio marito, e potere portare mia figlia da un medico che possa aiutarla senza dovere chiedere l’autorizzazione a Paolo”.

Il Coaching per sviluppare le potenzialità di comunicazione e affrontare un problema

Ritrovare l’equilibrio personale e recuperare l’autostima per affrontare l’argomento con il marito, migliorare la capacità relazionale per affrontare la situazione della figlia prima che degeneri: la strategia da attuare era chiara ad Antonella fin dal nostro primo incontro.

Iniziamo quindi un percorso di lavoro attraverso alcune sedute di Coaching mirate ad un rapido sviluppo delle potenzialità di Antonella in relazione ad uno obiettivo attraverso azioni di supporto e di stimolo.

In questo caso si è agito sulle paure di Antonella, sul recupero del proprio potenziale, delle proprie risorse, della fiducia in sé stessa e sulla consapevolezza rispetto al suo obiettivo (quello di fare comprendere al marito la gravità della situazione), obiettivo che costituiva solo l’inizio di un percorso terapeutico da effettuare nell’imminente con uno specialista.

Maggiore comunicazione e clima famigliare più disteso: i primi risultati

Dopo qualche incontro Antonella aveva un’aria meno dimessa, meno seriosa, aveva già iniziato a dialogare nuovamente con il marito e a coinvolgerlo nelle situazioni di famiglia, nei risultati scolastici di Greta, cosa che non faceva da tempo, e il clima familiare tra i coniugi era meno teso. Si stavano creando le condizioni ideali per permettere ad Antonella di affrontare la paura legata alla difficile situazione della figlia ed intervenire prima che questa degeneri.

Affrontare una conversazione difficile tra partner: si può

Terminato il recupero emotivo di Antonella, occorreva prepararla ad affrontare una potenziale conversazione difficile col marito. Si è proceduto attraverso delle simulazioni che la aiutassero ad evitare o scatti d’ira o a cedere al primo ¨No¨.

Le serviva assorbire delle capacità negoziali comunicative per affrontare un argomento dove l’identità di genitori è messa in discussione e dove le emozioni sono molto forti, conversazione che avrebbe potuto facilmente degenerare in un conflitto.

Sapere di potersi appoggiare ad un terzo esterno alla coppia per affrontare un argomento così delicato può essere di grande aiuto per non rifuggire quello che potrebbe essere un momento fondamentale per la risoluzione di un problema, ossia il confronto e la condivisione con il partner. Antonella era consapevole che avrebbe potuto avvalersi del mio ruolo di mediatore qualora non si fosse sentita in grado di affrontare la conversazione difficile da sola.

Risolvere un problema dei figli: insieme è più facile

Antonella fu però in grado di condividere la sua preoccupazione con il marito efficacemente e in piena autonomia.“

“Era tanto tempo che non mi ascoltava con tanta attenzione e finalmente sono riuscita a leggere preoccupazione sul suo volto per la situazione di Greta”.

Con pazienza, sicura del suo ruolo, della sua forza e determinazione, Antonella aveva portato Paolo alla consapevolezza del problema tramite il racconto di fatti oggettivi, dominando i pianti e gli atteggiamenti fuori controllo che nel passato facevano assumere a Paolo un atteggiamento superficiale.

Insieme, avrebbero affrontato il problema parlandone con Greta e cercato uno specialista. Greta ora sta recuperando peso, va meglio a scuola e i genitori hanno recuperato il loro equilibrio.

 

Trovi questo articolo interessante? Condividilo su:

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie Per saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi