Cos’è, come si sviluppa e perché l’intervento di un negoziatore può essere la soluzione

Considerando uno stato di equilibrio in una relazione tra due persone caratterizzato da fiducia l’uno nell’altro, l’innestarsi del conflitto presuppone un oggetto del contendere (oggetto materiale, situazione, circostanza etc.) verso cui i due nutrono differenti vedute.
Vale a dire nutrono sentimenti o hanno sviluppato riflessioni e pensieri contrarie uno rispetto all’altro sull’oggetto di contesa. Tale differenza di percezioni e aspettative rispetto all’oggetto del contendere è una incomprensione, origine del conflitto.

L’incomprensione tra due persone circa un determinato oggetto di percezione verso cui nutrono un desiderio proietterà entrambe in uno stato di frustrazione che si definisce come quello stato psicologico risultante da un inibito o mancato soddisfacimento per una causa esterna. La causa esterna di sofferenza è l’altro.

La relazione tra i due “IO” evolverà allora da uno stato di equilibrio, caratterizzato da un ordinario livello di fiducia, ad un altro in cui lo stato soggettivo della fiducia è segnato, indebolito o addirittura del tutto eliso.

Tranne che in quest’ultimo caso, nei precedenti la compromissione del livello di fiducia non comporta necessariamente la rottura della relazione o tantomeno l’interruzione della comunicazione.

L’insorgere invece del conflitto, che è una vera e propria forza attiva che si autoalimenta, può portare ad una disputa caratterizzata per definizione dall’opposizione del proprio parere a riguardo dell’oggetto del contendere a quello dell’altro individuo disputante. In tale stato notiamo che la relazione è ancora in essere perché gli individui coinvolti possono convivere con gli effetti del fatto accaduto, mentre potrebbe non esserlo la comunicazione tra le parti tanto che, in questo stadio, si dovrebbe chiedere l’ausilio di un professionista, negoziatore, capace di affrontare la vicenda o preparare la parte ad affrontarla da sè.

Il conflitto produce sulle persone coinvolte frustrazione, altro stato soggettivo per natura degenerante, ed allora lo stato relazionale tra le parti potrebbe allora evolvere dalla disputa allo stato di crisi. Con tale termine si intende uno stato transitorio di particolare difficoltà o turbamento nella vita individuale in cui la relazione tra due individui risulta compromessa (si parla comunemente di rottura della relazione), ma non estinta.

Il passaggio da uno stato di disputa ad uno crisi viene individuato in alternativa nello spessore che il fatto compiuto ha avuto sulla sfera intellettiva ed emozionale della parte -così che il comportamento anomalo dell’altra parte che ha inciso sul rapporto di fiducia potrà proiettare la relazione direttamente nello stato di crisi-.

Anche nello stato di crisi sussiste ancora tra le parti in conflitto una zona comune di interessi; ed è su questo ambito che il negoziatore dovrà intervenire. Trovare tale oggetto/ argomento/ materia non disputata o contesa sarà frutto dell’arte del negoziatore incaricato che potrà costruire un accordo intermedio o la base per uno eventualmente definitivo.

Il negoziatore incaricato dovrà però innanzitutto tenere presente la statuizione per cui “qualsiasi cosa rotta anche se ricomposta mostrerà sempre il segno della rottura”; così nelle cose materiali come in quelle che attengono alle relazioni sociali. E ciò anche per calmierare i possibili risultati conseguibili in qualità di professionista incaricato; tra i quali andrà sicuramente a priori scartata una ricomposizione de plano della relazione tanto da ricondurla allo stato pre crisi.

Il negoziatore incaricato deve agire con concretezza ed esperienza finalizzate prima a bloccare l’escalation del conflitto e poi alla ricostruzione di un rapporto personale. Deve far recuperare la fiducia nell’altro perché senza fiducia nulla può accadere.

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