Il comprendere quali sono i tuoi obiettivi di coppia, simulare il momento in cui dovrai avanzare le tue richieste al partner, riuscire a gestire le emozioni: apprendere la negoziazione di coppia serve per raggiungere la felicità.

Questa è la seconda parte della storia di Vittoria*, la quale si è rivolta al nostro studio di Milano chiedendo il nostro supporto per una definizione legale della situazione che sta vivendo. Vittoria vive in Italia senza regolare permesso di soggiorno, ed è madre di un bambino di 13 mesi, avuto da una relazione con Fausto*, cittadino italiano.

Alessandro, il mio avvocato, ha compreso questo mio desiderio e dopo avermi illustrato i pro e i contro del portare il mio caso in giudizio, ha messo davanti ai miei occhi una seconda opzione, a me sconosciuta, da Alessandro definita come “negoziazione di coppia”: un accordo tra Fausto e me nel quale si garantisce un comodato gratuito non registrato per l’utilizzo dell’abitazione e un riconoscimento scritto della paternità del figlio non depositato in alcuna sede. Fondamentale però era che io fossi in grado di gestire questa negoziazione da sola. Avevo il coraggio di affrontare tutto questo facendo affidamento sulle mie forze? Sarei stata in grado di parlare e non litigare con Francesco?

Avrei raggiunto il mio obiettivo senza farmi trasportare dalle emozioni? La negoziazione di coppia mi aiuterà?

 

Oggi sorrido pensando alla confusione e ai dubbi che si sono accavallati nella mia mente quando è stata ora di decidere se affrontare o meno questo tipo di negoziazione, ma in quel momento ero paralizzata. Il percorso affrontato con l’avvocato è stato difficoltoso soprattutto in termini emotivi. Ma era necessario per fornirmi quella consapevolezza e forza di cui avevo bisogno.

E durante i colloqui con il mio legale, ho ricordato che la scelta di portare avanti la gravidanza era stata una mia scelta, e che Fausto mi aveva chiaramente detto: “Sentiti libera di affrontare o meno questa gravidanza.” Avevo sottovalutato la situazione, avevo erroneamente pensato che avere un figlio non fosse così impegnativo dal punto di vista economico e che nel caso, avrei potuto farlo anche da sola, anche senza Fausto. Come mi sbagliavo..

Forse Fausto aveva veramente bisogno di tempo, forse aveva veramente bisogno di fiducia. Dovevo parlare con lui, trovare un modo per comunicargli le mie emozioni e i miei desideri, senza litigare, da soli, nella casa dove abitiamo.

Non sarebbe stata una conversazione semplice, e l’avere “simulato” la conversazione insieme con l’avvocato mi ha dato la fiducia e sicurezza che mi mancavano.

 

Definire il luogo, l’orario, l’atmosfera e i tempi dell’incontro con Fausto, le frasi da utilizzare per sciogliere la tensione iniziale, avere ben chiaro il mio obiettivo: ma non solo. Insieme all’avvocato abbiamo effettuato diverse simulazioni. Ed è stato sconcertante vedere la differenza del mio comportamento quando impersonavo Fausto – controllata e razionale – e me stessa – delusione, rabbia, risentimento, un monologo fatto di accuse, rivalse, sentimenti e rancori taciuti.

No, non sarei mai stata in grado di ottenere da Fausto quello che volevo se mi fossi comportata in questo modo così irrazionale ed emotivo.

Le simulazioni con Alessandro si sono ripetute fino a quando non sono stata in grado di gestire lo stress e le conseguenze che lo stress porta con sé. Ero pronta.

Potevo affrontare la negoziazione con Fausto da sola, senza accusarlo ma ascoltando anche le sue richieste, negoziando, mediando.

 

La mia gioia nel sentire le parole di Fausto: “Farò tutto quello che mi chiedi, ma ti prego, non andiamo davanti a un giudice”. Lo capisco, non vuole che il nostro rapporto influisca sulla separazione in atto, e anche l’avvocato mi ha ulteriormente informata su questo punto.

Ora sono più tranquilla, il prossimo passo sarà la mia regolarizzazione, la fiducia in Fausto e in questa relazione è tornata, come è anche tornato il sorriso sul mio volto.

Il caso di Vittoria* rappresenta una delle molteplici applicazioni della negoziazione all’interno di una coppia. L’esperto negoziatore funge in questo caso da coach: non è lui in prima persona a gestire la situazione ma fornisce al cliente tutti gli elementi per essere in grado di condurre la “trattativa” con il partner con successo.

Non ti è mai accaduto di dovere negoziare con il tuo partner? Hai effettuato simulazioni prima del “momento fatidico” oppure hai “improvvisato”?

Potete lasciare i vostri commenti oppure contattarci in privato scrivendo a info@cmnitaly.it

(*I nomi dei veri protagonisti di questa storia sono stati modificati a tutela della loro privacy)

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