L’adozione di minore è un percorso ad ostacoli lungo e complicato. Resiste chi ha un desiderio davvero profondo di essere genitore e chi è dotato di santa pazienza. Dobbiamo considerare che la legge italiana conosce due forme di adozione.

L’adozione di minore in stato di adottabilità

La prima forma consente di adottare minori in stato di adottabilità, ovvero i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono poiché privi di assistenza morale e materiale, salvo ciò sia dovuto ad una causa di forza maggiore di carattere transitorio.

In questo caso l’adozione, che è preceduta da un periodo di affidamento preadottivo della durata di un anno, ma può essere prolungato o revocato se sorgono difficoltà, è consentita alle coppie sposate che convivono stabilmente da almeno 3 anni. L’età degli adottanti deve superare di almeno 18 e non più di 45 anni l’età del minore. Tali limiti possono comunque essere derogati qualora il Tribunale per i Minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore.

 

L’adozione di minore: altre casistiche

Accanto a questa forma di adozione ve ne è un’altra che consente di adottare minori anche quando non ricorrono le condizioni previste in precedenza. In questi caso l’adozione è possibile:

  • qualora gli adottanti siano persone unite da un vincolo di parentela fino al sesto grado o da un preesistente rapporto stabile e duraturo con il minore orfano di padre e di madre,
  • per il coniuge quando il minore sia figlio, anche adottivo, dell’altro partner;
  • per i minori che si trovino nelle condizioni indicate dall‘art. 3 della legge n. 104/92, e siano orfani di entrambi i genitori;
  • oppure in caso constatata impossibilità di affidamento preadottivo.

 

Adozione di minore: come procedere

L’adozione è un percorso difficile e lungo e solo chi è davvero motivato resiste. Vediamo di sintetizzare quelli che sono gli step principali per diventare genitori adottivi:

  1. compilare apposita domanda presso il Tribunale per i Minorenni allegando i documenti richiesti tra i quali : certificato di sana e robusta costituzione psicofisica, analisi mediche volte ad accertare l’assenza di patologie quali H.I.V. , Epatiti, T.B.C., dichiarazione da parte dei genitori viventi degli adottanti di assenso all’adozione richiesta dai figli o il certificato di morte o autocertificazione del decesso, nel caso di genitori deceduti
  2. attendere l’esame della domanda da parte del Tribunale
  3. qualora la documentazione sia corretta, la coppia dovrà sottostare alle indagini svolte dai servizi socio-assistenziali e dagli operatori di Pubblica Sicurezza (es. Polizia e Carabinieri). Obiettivo delle indagini è quello di valutare la capacità della coppia di educare i figli, lo stato di salute degli adottanti, la loro situazione personale ed economica, l’ambiente familiare ed i motivi per cui desiderano adottare, nonché la loro preparazione ad affrontare il percorso adottivo.
  4. ottenuta una valutazione positiva, se la domanda di adozione viene accolta, i genitori vengono messi in lista per l’affidamento preadottivo. In buona sostanza si ha il cosiddetto abbinamento minore/famiglia, ovvero tra quelle in lista, viene individuata la coppia ritenuta più adatta ad accogliere il minore.

 

L’adozione di minore: non è un gioco

Non è possibile per gli adottanti scegliersi un bambino (solo nelle adozioni internazionali è possibile indicare la preferenza del Paese di provenienza del bambino ed a volte anche dell’età del minore).

Il periodo dell’affidamento preadottivo che ha come scopo quello di verificare, con l’inserimento del minore in famiglia, se l’adozione può avere esito positivo, si compone di due fasi: una fase di collocamento provvisorio, durante il quale, per motivazioni diverse (la madre potrebbe voler riconoscere il figlio, oppure i genitori hanno proposto impugnazione avverso il decreto di adottabilità del bambino), il bambino potrebbe dover tornare nella sua famiglia d’origine oppure presso i suoi parenti entro il 4 ° grado.

Nella seconda fase, si ha invece il vero e proprio affidamento preadottivo. Al termine del periodo di affidamento preadottivo, se tutto è andato bene, il Tribunale per i Minorenni dichiara definitiva l’adozione. Il figlio adottato diventa così figlio legittimo della coppia, ne acquisisce il cognome e cessano tutti i diritti ed i doveri del minore nei confronti della famiglia di origine, salvo il divieto di matrimonio con parenti.

 

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