La Legge Cirinnà non solo ha ampliato notevolmente i diritti dei conviventi di fatto e regolamentato le unioni civili, ma anche fornito indicazioni precise sulle modalità di scioglimento e tutela degli interessi dei partner in caso di cessazione del rapporto di coppia.

Purtroppo, la separazione tra coniugi e quella tra conviventi (o unioni civili) non sono ancora parificate a livello legale: ad esempio, se in seguito alla separazione il tenore di vita di uno dei due coniugi subisce un peggioramento, il coniuge, o il partner dell’unione civile, che versa in condizione più favorevole può essere obbligato dal giudice a versare un assegno di mantenimento. Nella separazione tra conviventi si ha invece diritto ai soli alimenti. 

Alimenti e assegno di mantenimento: quali sono le differenze?

Facciamo chiarezza. Gli alimenti, o l’assegno alimentare, possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti rappresentano il minimo necessario per la sopravvivenza. Vi sono obbligati alcuni parenti. Nell’ordine: il coniuge, i figli, i genitori, i generi e le nuore, i suoceri, i conviventi, i fratelli.

L’assegno di mantenimento invece è la somma che viene riconosciuta in sede di separazione o divorzio al coniuge privo di adeguati redditi propri ed al quale non sia stata addebitata la separazione o il divorzio, affichè conservi lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio.

Possiamo dire quindi dire che gli alimenti sono una parte minore rispetto all’assegno di mantenimento.

Supponiamo che la coppia convivente abbia figli. In questo caso valgono le stesse regole previste in caso di separazione tra coniugi. E’ il giudice infatti a:

  • decidere a quale partner affidare i figli
  • stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento loro destinato
  • assegnare la casa al partner con il quale i figli vivranno, fermo l’obbligo per entrambi i genitori di occuparsi dell’educazione e dell’istruzione della prole.

Come si separano i conviventi?

La separazione dei conviventi non richiede particolari procedure, se non darne comunicazione all’anagrafe. Ognuno di essi può decidere di sciogliere il legame affettivo senza dover rivolgersi ad un giudice. Tuttavia, se vi sono figli, come detto in precedenza, i conviventi dovranno necessariamente chiedere al giudice di regolare le questioni relative all’affidamento ed al mantenimento.

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