In un recente post sulla sua pagina Facebook, ripreso anche da Huffington Post, Hamza Roberto Piccardo – fondatore di Ucoii (Unione comunità islamiche d’Italia) reclamava a favore proprio e della comunità musulmana la richiesta di un riconoscimento legale della poligamia e relativi diritti connessi. E quindi reclama il diritto di un uomo di vedere giuridicamente riconosciuta la possibilità di unirsi a più mogli. Non dice nulla però sulla possibilità di una donna di unirsi legalmente a più uomini

Per fare questo richiama a fondamento della sua richiesta nientemeno che la Tradizione e la Rivelazione riversata per la religione musulmana nel Corano.

Con meno convinzione fonda l’utilità della poligamia nella risoluzione del problema di manodopera straniera in Italia, omettendo di ricordare che il primo problema sociale attuale è l’arrivo incontrollato di masse di immigrati stranieri che pur di trovare qualche forma di sostentamento si prestano a lavori manuali di vario tipo per pochi euro all’ora.

Gli ostacoli al riconoscimento giuridico della poligamia

Preliminarmente il primo ostacolo all’idea di Piccardo è proprio il richiamare a sostegno di una richiesta di tutela giuridica argomenti tratti da una Tradizione religiosa rivelata e codificata, interpretata, diffusa con metodo in ogni luogo di culto musulmano, e da cui purtroppo (per tutti) prende fondamento e chiede ugualmente rispetto la clamorosa azione di gruppi estremisti. E se anche questi un giorno chiedessero tutela giuridica perché eseguono azioni che trovano, a loro dire, fondamento nella loro Tradizione e Rivelazione religiosa?
Slegare la richiesta di riconoscimento legale della poligamia da una base religiosa, lascia spazio ad una analisi più amplia che porta ad un rifiuto del paragone attuato.

Aprire l’ordinamento giuridico italiano alle coppie dello stesso sesso significa dare accesso ad istituti giuridici esistenti senza mutarne la genetica di base. Così come si tutela in un determinato modo l’unione tra un uomo ed una donna così lo si fa tra due persone dello stesso sesso; l’ordinamento giuridico italiano non è adatto ad una tutela di rapporti poligami. Non ne ha la genetica e ciò lo esporrebbe a molti problemi pratici.

Se Mohamed sposato con cinque mogli domani dovesse comprare un appartamento per la sua famiglia allargata a chi lo si deve intestare? A tutte e sei le persone coinvolte dal rapporto di coniugio? E se una delle cinque mogli decidesse di lasciare Mohamed per Ali cosa succede? La condanniamo a morte o ci limitiamo a lapidarla? E anche se non dovessimo fare né una né l’altra come coniughiamo tale circostanza con l’istituto giuridico della separazione? A chi addebitarla? E se ci sono figli? Li lasciamo alla moglie che se ne va o alle quattro che rimangono con Mohamed?

Gli stessi ordinamenti giuridici musulmani risolvono taluni problemi pratici sopra esposti trovando soluzioni mutuate ancora dalla Tradizione Religiosa; ciò significa però dare riconoscimento giuridico a precetti religiosi.

Tanto tempo ha preso l’emancipazione dell’ordinamento giuridico italiano da talune direttive del cattolicesimo ed oggi si pretenderebbe di adattarlo all’islamismo?

Non penso sia questo il senso dei recenti interventi legislativi. E il tuo punto di vista quale è?

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